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Fabbisogno del 26/11/2010

ANALISI DEL FABBISOGNO: 26/11/2010

 Reports e studi

Progetto Gestione e Internazionalizzazione cod.151

Opportunità di rilancio del design e dell’innovazione nel settore del legno nel territorio della Valdera

A Cura del Dott. Andrea Bellucci, con la collaborazione dell’Agenzia Formativa del Comune di Ponsacco

Nel 2007, nell'ambito dello studio condotto dall'Istituto per la Programmazione Economica Toscana (IRPET) incentrato sull'analisi degli attuali centri di servizi ed altri soggetti esistenti nell'area e sulla verifica del grado di soddisfacimento delle necessità del settore del legno-Mobile da parte dei medesimi, ci si era posti l'obiettivo primario della ricerca è dunque quello di verificare la fattibilità di interventi volti a rispondere all'esigenza di servizi delle imprese. Il Tavolo Provinciale del Mobile, organismo provinciale deputato alla valorizzazione della capacità innovatrice, si prese l’onere di formulare proposte di sviluppo e di formazione del settore Mobile/legno della provincia di Pisa, mediante la concertazione tra gli attori sociali ed economici.

Di fatto ci si pose il problema di come favorire il rapporto tra le imprese e la formazione, l’innovazione, l’internazionalizzazione tutti aspetti fondamentali per accrescere la competitività di un settore che è caratterizzato dalla presenza di imprese di piccole dimensioni.

Il progetto Gestione e Internazionalizzazione è una risposta che affrontare il tema di come un sistema di piccole imprese, spesso di natura artigianale, possa efficacemente rapportarsi a queste tematiche e quanto le politiche della Provincia di Pisa e dei comuni coinvolti, quali enti di Governance locale, possono intervenire portando aiuti concreti al comparto produttivo del legno.

Il Comune di Ponsacco, attuatore del progetto, con il paternariato dell’API di Pisa, delle agenzie formative Livingston e Punto e Linea e la collaborazione fattiva dei consorzi CIAC e GIMO e dell’Ente Mostra del mobilio di Ponsacco, ha realizzato un intervento formativo/consulenziale che ha visto partecipare oltre 30 aziende del territorio e circa 230 partecipanti coinvolti nelle iniziative di formazione, seminari, workshop e consulenze per un totale di 540 ore erogate in un anno di lavoro. Tale lavoro ha prodotto risultati sia economici che di politica attiva per le imprese del territorio.

Le imprese hanno saputo far rete con le istituzioni ed hanno potuto conoscere ed utilizzare i fondi previsti dalla Regione Toscana per lo sviluppo organizzativo, l’innovazione e l’internazionalizzazione. Il progetto Gestione e Internazionalizzazione ha portato le aziende ad affrontare la necessità di aumentare la propria competitività avviando percorsi di ristrutturazione organizzativa e innovazione del design dei propri prodotti. Con il progetto Gestione e Internazionalizzazione le aziende hanno potuto confrontarsi su quale possa essere la direzione su cui direzionare le risorse presenti sul territorio ed è emerso forte l’elemento di unicità che caratterizza le lavorazioni artigianali presenti nel territorio della Valdera.

Attraverso interviste dirette in azienda e realizzando uno studio sulle tipicità indicate dai consulenti coinvolti nel progetto e i designer incaricati dalle aziende per sviluppare un’innovazione di prodotto, si è evidenziata la necessità per le imprese di essere riconosciute sul mercato per la oro unicità e tipicità.

La capacità di realizzare prodotti su misura di alta qualità e la tradizione del settore del mobile della Valdera è elemento che può rilanciare il territorio e le produzioni solo se riconosciuto attraverso una procedura che certifichi al cliente l’effettiva presenza di artigiani che operano con un sistema di garanzia della qualità delle produzioni e dei materiali.

Con lo scopo di indirizzare le politiche di govenance e di condividere un sistema per garantire una certificazione di qualità dei prodotti realizzati dagli artigiani del mobile della Valdera con il presente lavoro è stata condivisa una bozza di disciplinare di produzione da usare come base di partenza per lo sviluppo di un sistema di garanzia e sviluppo delle peculiarità dei produttori della Valdera.

Di seguito sarà riportato il risultato del lavoro svolto con il coinvolgimento degli imprenditori, dei consorzi CIAC e GIMO, della Mostra del Mobilio di Ponsacco e dei consulenti/designer di riferimento al progetto Gestione e Internazionalizzazione.

 ANALISI E OPPORTUNITA'

Forma e sostanza, di questo è fatto essenzialmente l’uomo e il mondo in cui vive e tutti gli oggetti, dal più sofisticato al più semplice, che accompagnano ogni gesto, ogni accadimento della sua vita. Oggetti che egli stesso ha inventato e costruito per necessità e ingegno.

Fare, creare oggetti è un mestiere, antico quasi quanto l’uomo stesso e sempre, sorprendentemente, vivo e attuale. L’artigiano utilizza materiali diversi e lontani fra loro per consistenza, struttura, duttilità: legno, pietra, ceramica, oro, ferro, vetro, ecc. e adatta la propria capacità e perizia alle esigenze della materia che lavora, per ricavarne le forme desiderate. Il confine fra capacità professionale e arte è  incerto, ancora di più in attività come la lavorazione del legno, mostrano diversi spunti di interesse, se non fascino.

In questi mestieri si caratterizzano sia attività più propriamente tradizionali, antiche, superate dalle tecniche moderne ed ormai soltanto “testimonianza”, sia lavorazioni dove si rende necessaria la creatività applicata al saper fare manuale. Troviamo quindi artigiani del mobile classico, eredi e continuatori dell’artigianato del mobile tipico toscano, di antica tradizione e nel contempo giovani artigiani che applicano il loro saper fare a materiali moderni come la plastica e la vetroresina per ricavarne prodotti innovativi per nuove aree di mercato.

In queste attività il rapporto tra manualità e forma si esalta non solo attraverso l’arte ma chiede un contributo anche alle scienze pratiche, come la fisica e la meccanica. In questo arredamento artistico sono rappresentate le due anime, i due estremi dell’artigianato artistico, tradizionale e tipico: da un lato testimonianze ed eredità da tutelare e salvare, dall’altro una vitale attività economica da incentivare perché, nell’abbinare alla radicata tradizione la capacità di innovare, nell’aprirsi al design, nel trovare agganci con la cultura contemporanea ha saputo trovare nuove vie per proporsi al mercato.

Sarebbe bello ed e’ auspicabile che le due anime possano continuare a convivere per questo ritengo che implementare un possibile percorso di regolamentazione della produzione e “certificazione della qualità” dei prodotti di arredo che espliciti una sorta di DOC dei prodotti realizzati nella zona della Valdera. 

PREMESSA

Applicare una certificazione dei prodotti realizzati in Valdera implica la stesura di una sorta di “Disciplinare di Produzione” che si inserisce nel quadro normativo della ISO 9001:2008 applicato in un’ottica più avanzata di tutela e valorizzazione delle lavorazioni artigiane della Valdera che presentano elevati requisiti di carattere artistico o che estrinsecano valori economici collegati alla tipicità dei materiali impiegati, delle tecniche di lavorazione, dei luoghi di origine o alla cultura, anche di derivazione locale.

La scommessa è quella di perseguire i seguenti obiettivi:

- quello della tutela e della salvaguardia di una tradizione artigiana con valenza culturale e storica del territorio. Un patrimonio che, nonostante le difficoltà incontrate nel corso della sua evoluzione, è stato conservato, trasmesso e valorizzato con continuità, tenacia e valenza dagli operatori del settore di generazione in generazione fino ai giorni nostri;

- quello della promozione di un insieme di iniziative che riscoprano, consolidino e rinvigoriscano nei suoi diversi aspetti questo processo, adeguandolo alle esigenze di qualificazione e di innovazione che il contesto economico, sociale e tecnologico attuale pone.

ATTUARE UN DISCIPLINARE DI PRODUZIONE

Realizzare un disciplinare di produzione è obiettivo ambizioso ma il progetto ha evidenziato come la produzione locale non abbia ad oggi attuato politiche di sviluppo che evidenziassero la qualità e l’importanza di puntare su di essa. Un distretto del mobile formato perlopiù da piccole aziende artigiane ha come unica arma quella della qualità del prodotto per puntare a mercati di alto profilo dove è più facile penetrare con il mobile su misura e progettato ad hoc sulle richieste del cliente.

Di seguito propongo una bozza di regolamento secondo le indicazioni emerse dai produttori coinvolti nel progetto e che potrebbe rappresentare un effettivo studio di fattibilità da cui partire per avviare un percorso che punti a focalizzare l’azienda sullo sviluppo di nuove fette di mercato internazionale e su una nuova tipologia di gestione della produzione.

Finalità

Attuare un sistema di certificazione di qualità di prodotti di arredo e complementi di arredo realizzati in legno per le aziende presenti nella zona della Valdera.

Strumento

Strumento specifico è la predisposizione di un “Disciplinare di Produzione”, che si propone di delineare le regole, descrivere le caratteristiche e i requisiti, indicare le tecniche produttive adottate, sottolineare i materiali impiegati e quant’altro occorre a individuare e specificare le lavorazioni in essere.

Riconoscimento

Possono ottenere Il riconoscimento di Impresa dell’Eccellenza Artigiana e fregiarsi del marchio di riconoscimento le imprese operanti nel settore fabbricazioni mobili in legno presenti sul territorio della Valdera che applicano il regolamento individuato dal disciplinare.

Il riconoscimento potrà essere attuato mediante idonea annotazione ad un Albo comunale o provinciale delle imprese artigiane, riportando l’indicazione del settore specifico, la descrizione della tipologia produttiva, l’attribuzione della denominazione di Eccellenza e il conferimento di un marchio.

 Percorsi culturali

L'impresa deve saper riconoscere e collocare criticamente la propria attività nel rispetto dei percorsi culturali che hanno prodotto le esperienze storiche dell'Artigianato Tradizionale e di Qualità.

Devono essere considerati quali caratteristiche peculiari dell'impresa che opera nel settore:

Il richiamo alla tradizione, inteso come capacità acquisita di una cultura specifica, non solo materiale.

L'innovazione, intesa come volontà a ricercare e sperimentare nuove tecniche, all’interno di un territorio.

L'aggiornamento professionale, ovvero la disponibilità a recepire stimoli e sollecitazioni provenienti dalle Istituzioni preposte o che svolgono attività di tutela, ricerca e valorizzazione del patrimonio culturale.

Il legame con le nuove generazioni, vale a dire la disponibilità ad offrire reali opportunità di formazione ed apprendimento, investendo in risorse umane.

 Definizione del settore

Sotto la più ampia definizione di “fabbricazioni di mobili in legno”, sono riunite quelle produzioni che per le loro peculiarità non possono essere accomunate alle tradizionali produzioni di mobili della Valdera.

In questo ambito operano un ristretto numero di operatori, e tuttavia le imprese, spesso rappresentate da una singola unità, senza compromettere la manualità e l’artisticità delle fasi produttive, mostrano di possedere un elevato livello tecnico e di adeguamento alle moderne tecnologie.

Si può quindi affermare che il rapporto tra tradizione e innovazione è la sfida ancora aperta per il mondo dell’artigianato del mobile.

La difficile alchimia fra questi due concetti delinea anche la vitalità economica  di molte imprese artigiane. La sintesi tra tipicità, legame con il territorio, tradizione  e processi innovativi rappresenta  il contesto produttivo e l’universo di riferimento di questo settore.

Per tutte queste imprese valgono le regole generali dettate dal Disciplinare di Produzione in questione.

Le imprese potranno, qualora ne posseggano i requisiti, essere annotate contemporaneamente in più Settori o Comparti.

E' inoltre identificata la produzione Tradizionale e Tipica per lavorazioni con l'utilizzo di materiali impiegati e di tecniche di lavorazione legata alle tradizioni dei luoghi di origine e alla cultura locale.

Requisiti

Possono ottenere il riconoscimento di Impresa di Eccellenza e fregiarsi del marchio  le imprese operanti nel settore della fabbricazioni di mobili in legno che dimostrino di possedere i requisiti richiesti dal disciplinare adottato.

Potremmo restringere il riconoscimento solo alle imprese che producono manufatti finiti e che hanno la capacità di realizzare prodotti su commessa o su progetto proprio.

Il titolare dell'azienda o almeno un socio deve possedere i seguenti requisiti:

- avere un’adeguata conoscenza del disegno per poter interpretare e tradurre eventuali progetti eseguiti da professionisti esterni o sviluppare progetti propri;

- avere una approfondita conoscenza delle tecniche o legate alla tradizione o in collegamento con un lavoro di ricerca tecnica e di design, dei processi produttivi, delle materie prime, unita a sensibilità artistica e conoscenza degli stili;

- essere in grado di partecipare direttamente alle fasi produttive;

- essere anche in grado di realizzare gli attrezzi e gli strumenti eventualmente necessari per eseguire lavorazioni particolari o di estrema precisione.

L’attività dell’impresa deve essere orientata in prevalenza alla produzione di pezzi unici o a serie limitata.

Si può richiedere un'esperienza datata, per esempio di almeno 5 anni nel settore.

Qualora il periodo sia inferiore a quello sopra indicato, possono concorrere al raggiungimento del tetto i periodi di attività produttiva nel settore ( da documentare), in qualità di dipendente o di coadiuvante con mansioni lavorative adeguate.

E’ sufficiente un periodo di lavoro nel settore, di 4 anni, per chi avesse effettuato un percorso di formazione specifica presso enti di formazione accreditate ( per un minimo di 1200 ore), oppure sia in possesso di una formazione professionale nel settore.

Nel caso di Consorzi, sarà indispensabile che almeno i 4/5 delle Imprese che ne fanno parte siano riconosciute Imprese di Eccellenza.

Norme di ammissione

Le imprese artigiane dovranno provare la propria capacità compilando una domanda che raccolga varie indicazioni:

curriculum dettagliato in cui evidenziare

esperienze produttive

eventuale partecipazione ad Esposizioni, Mostre, Rassegne di settore

partecipazione attiva a percorsi formativi anche in collaborazione con associazioni di categoria e/o di settore

documentazione fotografica dei prodotti realizzati e del laboratorio artigiano.

Accettazione delle domande

Il riconoscimento potrebbe essere effettuato da una Commissione competente per territorio, supportata da esperti del settore.

L’accettazione delle domande da parte della commissione avviene previo colloquio diretto da parte di un esperto della Commissione del Disciplinare di produzione il quale potrà, qualora ne ravvisi la necessità,  suggerire alla Commissione di richiedere specificazioni tramite documentazioni aggiuntive o sopralluoghi presso le ditte dei candidati.

Attività di commercio

Potranno essere riconosciute le aziende artigiane che svolgono, in forma secondaria, attività commerciale a condizione che  non si generi confusione tra il prodotto regolarmente realizzato in azienda e quello unicamente commercializzato.

Titolarità dei riconoscimento

Il riconoscimento di Eccellenza è attribuito all’impresa. I requisiti richiesti dal Disciplinare devono sussistere in capo al titolare o almeno ad uno dei soci prestatori d’opera dell’impresa. Ogni modifica e variazione d’impresa dovranno essere comunicate alla competente Commissione  che valuta il permanere dei requisiti per l’attribuzione del riconoscimento di Eccellenza

Iter procedurale

Al fine di poter riassumere e di chiarire meglio quanto sopra espresso, è opportuno evidenziare delle procedure di riconoscimento, che risultano pertanto:

Compilazione della domanda

Primo grado di valutazione delle imprese sulla base della domanda

Colloquio diretto con il candidato

Acquisizione di ulteriore documentazione

Eventuale sopralluogo presso l’azienda

Predisposizione di controlli in azienda

Previsione della possibilità di ricorso

Controlli

L'impresa si impegna a dare alla  Commissione competente ogni facoltà perché essa possa procedere di volta in volta a controlli di accertamento dei requisiti dando spiegazione e rilasciando eventuale documentazione fiscale-contabile (fatture, registri, ecc). La Commissione, competente per territorio, in qualsiasi momento lo ritenessero opportuno, potranno svolgere indagini ed ispezioni per verificare il permanere, in capo all’impresa che abbia ottenuto il riconoscimento di eccellenza, dei requisiti richiesti dal rispettivo disciplinare di produzione.

 Cancellazione del riconoscimento

Qualora si riscontri la non conformità dell’utilizzazione del marchio secondo quanto previsto nel Regolamento e l’inosservanza delle prescrizioni previste dal disciplinare proposto, la Commisione, competente territorialmente, diffida l’impresa dall’utilizzo in maniera irregolare del marchio,  invitandola ad adeguarsi a quanto previsto dal regolamento stesso.

In caso di reiterazione dell’inadempienza e/o di perdita dei requisiti richiesti provvede alla cancellazione dell’annotazione di Eccellenza  dell’impresa dall’Albo, sentito in ogni caso l’interessato.

Formazione

Le imprese riconosciute sulla base dei criteri previsti nel Disciplinare individuato, potranno accedere, a tutti i vantaggi di cui usufruiscono le imprese “riconosciute”, tra cui la possibilità di partecipare a progetti formativi/lavorativi.

Fasi produttive

Le fasi produttive e la tecnica impiegata devono assicurare che il prodotto finito mantenga inalterate tutte le caratteristiche peculiari delle tipologie merceologiche.

Le lavorazioni devono essere eseguite all'interno dell'azienda. Eventuali fasi di lavorazione di tipo accessorio e complementare, potranno essere commissionate ad artigiani esterni, solo se anch'essi riconosciuti o a soggetti di provata capacità, se di altre regioni, fermo restando che le lavorazioni dovranno essere eseguite nel rispetto dei criteri del presente Disciplinare.

Utilizzo di semilavorati

Non può essere assolutamente consentito rifinire,  completare o utilizzare beni acquistati come semilavorati presso aziende che non possono dimostrare la loro appartenenza al settore delineato dal presente Disciplinare di Produzione.

E' fatto divieto assoluto l'utilizzo di complementi realizzati con criteri industriali, fatta eccezione che per gli accessori di assemblaggio.

Manualità

La percentuale di manualità nel processo lavorativo deve essere preponderante e non accessoria all'uso dei macchinari, poiché è la manualità durante le fasi produttive che  rappresenta l’elemento distintivo che consente di differenziare l’impresa artigiana dall’impresa industriale.

Serialità

La serialità delle produzioni è assolutamente incompatibile, fatto salvo per piccole produzioni, prettamente artigianali, realizzate senza l’ausilio di macchinari.

Tecnologia

La tecnologia deve essere di aiuto all'artigianato artistico solo in quel frangenti in cui si richieda una ripetitività inutile e/o nel caso in cui  l'apporto tecnologico aiuti  a velocizzare  certe procedure, senza nulla togliere alla definizione finale del manufatto.

E’ quindi consentito l'utilizzo di strumenti e attrezzature anche ad alto contenuto tecnologico fatto salvo quanto precisato riguardo alla “serialità”.

Per una più concreta definizione, si ritiene opportuno fare una distinzione tra lavorazioni “tradizionali” e lavorazioni  “innovative”.

Lavorazioni innovative

Sono consentite tecnologie che assolvano alle esigenze di progetto, a patto che il loro utilizzo dia evidenti garanzie prestazionali e di durata e che non compromettano la manualità, che deve rimanere preponderante nella realizzazione dei manufatti.

Lavorazioni tradizionali

Per quelle lavorazioni che per tipologia di prodotto, hanno un riscontro nella produzione tradizionale, anche a livello locale, le aziende dovranno attenersi alle tecniche e alle fasi produttive del proprio settore di appartenenza, con particolare attenzione all’uso dei materiali.

Materie prime

E' necessario che sia sempre garantito l'utilizzo dei materiali più idonei alla realizzazione dei manufatti.

Materiali innovativi

E’ consentito l'utilizzo di materiali diversi che assolvano alle esigenze di progetto. L’abbinamento dei diversi materiali potrà essere utilizzato per soddisfare esigenze di ricerca e di nuova sperimentazione.

Materiali  tradizionali

E’ consentito l’utilizzo di materiali Tradizionali (ad esempio il legno, i metalli, il vetro, la ceramica, la cera, il cuoio e le pelli ecc ) purché l’impiego degli stessi risponda ai criteri del presente Disciplinare di Produzione.

Ulteriori materiali sono ammessi nel caso in cui rappresentino una naturale evoluzione del prodotto tradizionale e permettano di ottenere una migliore qualità dei manufatti.

Prodotto

La produzione dell'artigianato artistico dovrà essere caratterizzata dalla qualità dell'esecuzione con una particolare attenzione ai materiali, alle tecniche di lavorazione, alle rifiniture ed alle decorazioni.

I manufatti potranno essere considerati opere dell'artigianato artistico solo se tutti i suoi componenti saranno stati eseguiti da artigiani di Eccellenza o da soggetti di provata capacità, se di altre regioni.

Non potranno essere considerate opere di artigianato artistico quei manufatti che, acquistati come semilavorati, siano solo stati rifiniti o completati.

Prodotti innovativi

E' consentito l'utilizzo di materiali e tecniche diverse da quelle tradizionali, là dove esse siano necessarie per ottenere particolari risultati estetico-artistici, per esigenze di progetto e di ricerca, per preparazione di bozzetti   e prototipi.

Prodotti tradizionali

Si ritiene indispensabile, per la salvaguardia delle tradizioni, l'utilizzo di essenze, materiali e tecniche che rispettino fedelmente modelli, forme, stili, decori riscontrabili con gli archetipi presenti nel musei, in letteratura e nelle pubblicazioni più accreditate.

E' da escludere l'utilizzo di semilavorati che non presentino un elevato apporto di lavorazione manuale.

Artistico/innovativo

E’ riconosciuta l’innovazione nelle produzioni che presentino un’alta capacità di coniugare il design, la creatività e la fantasia dell’artigiano con l’assemblaggio di vari materiali.

E’ consentito l’utilizzo di materiali nuovi ed anche estranei alla tradizione (plastica, resine ad esempio) purchè il loro utilizzo singolo o accompagnato a materiali tradizionali (legno, metalli, vetro, cuoio ad esempio) comporti la realizzazione di manufatti artistici, di prodotti unici.

Tipico e Tradizionale

E' riconosciuta la tipicità delle produzioni legate a particolari tradizioni locali, pertanto l'Artigianato Tradizionale e Tipico deve avere uno stretto collegamento con la zona di produzione.

La produzione Tradizionale e Tipica deve rispondere a criteri produttivi di tradizione storica tali da consentire il raggiungimento di risultati facilmente apprezzabili e riconoscibili.

Non è consentita la lavorazione e l'uso di materiali diversi da quelli tramandati dalla tradizione.

Manutenzione e Restauro

Un capitolo a parte meritano le voci manutenzione e restauro, in quanto, spesso talune ditte svolgono lavorazioni e produzioni estremamente particolari, tanto da essere le uniche in grado di offrire un servizio di manutenzione degli oggetti prodotti, o nei casi più importanti, veri e propri interventi di restauro.

Non è raro infatti che oggetti prodotti nel passato, come pure realizzazioni particolarmente innovative,  anche legate alle produzioni locali, per la loro rilevanza artistica richiedano un intervento professionale adeguato.

In questo caso si richiede che l’artigiano restauratore possieda competenza tecnica e conoscenza storica, nonché capacità tecnico-analitiche che gli permettano

un corretto approccio metodologico e la stesura di un progetto di restauro, dettagliato nelle varie fasi d’intervento, secondo l’epoca e la tipologia dell’oggetto.

Particolare attenzione è richiesta nell’uso dei materiali utilizzati durante le operazioni di restauro, siano essi tradizionali o innovativi, che per quanto possibile dovranno avere carattere di reversibilità, in particolar modo per i manufatti di una certa rilevanza artistica.

E’ quasi superfluo affermare che doti analoghe sono richieste, seppure ad un livello meno elevato, anche per tutti gli interventi di manutenzione e riparazione dei manufatti per rimediare  al deterioramento causato dall’incuria, dallo smog, dalle intemperie, dall’uso o dall’esposizione prolungata degli stessi in mostre e musei.

Ultima, non certo per importanza, l’opportunità di eseguire una completa e approfondita documentazione fotografica sia delle fasi di restauro sia delle fasi di produzione, con l’intento dI costituire un archivio che rimanga come documento e testimonianza, per le nuove generazioni, di lavorazioni spesso destinate a scomparire.